Su un'etichetta può comparire più di una frase autorizzata con lo stesso soggetto. Per il magnesio, in questa nota, le frasi riprodotte sono cinque: non una frase con cinque significati diversi, ma cinque frasi distinte, ciascuna registrata con una formulazione propria e ciascuna riportata così com'è. È una situazione frequente e quasi sempre letta male: la molteplicità viene scambiata per intensità e il conteggio per una misura. Questa nota chiude la serie e si occupa esattamente di questo punto — che cosa significa, e che cosa non significa, che accanto a uno stesso nutriente compaiano più voci autorizzate.
Un nutriente, cinque voci
Le indicazioni autorizzate non si scrivono: si riproducono. Esistono già, in una formulazione fissata, e chi redige un testo può soltanto riportarle come sono. Le voci riprodotte in questa nota, tutte con il magnesio come soggetto, sono cinque. Ognuna è una frase intera, con un soggetto proprio e un verbo proprio. Qui sotto sono riportate per intero, una per riga.
Il magnesio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso.
Il magnesio contribuisce alla normale funzione psicologica.
Il magnesio contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento.
Il magnesio contribuisce al normale metabolismo energetico.
Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare.
Ogni voce sta da sola
Ciascuna di queste frasi ha una storia propria. È stata valutata sulle prove che la riguardavano, discussa nei suoi termini e autorizzata in quella forma e non in un'altra. Nessuna delle cinque è stata iscritta perché le altre lo erano. Se compaiono vicine è perché condividono il soggetto, il magnesio, non perché condividano una conclusione: stanno vicine per una ragione di catalogo, non di sostanza. Ne discende una regola di lettura piuttosto secca. Una voce non spiega, non estende e non rafforza quella che le sta sotto. Va letta da sola, come se le altre non fossero state scritte, perché per il registro ciascuna vale come frase a sé.
Cinque non fa un totale
Qui sta il punto della nota. Contare le voci non è misurarle. Cinque frasi autorizzate non compongono una frase più grande, e non esiste una lettura che le sommi in un risultato unico. Ogni voce dice quello che dice, entro le proprie parole; accostate una all'altra restano cinque affermazioni distinte e circoscritte, non una affermazione maggiore ottenuta per addizione.
Il numero, di per sé, non è un'informazione sul magnesio: dice quante frasi sono state riprodotte, non quanto ciascuna di esse afferma. Un nutriente accompagnato da una sola frase non porta un'affermazione più debole di ciascuna di queste cinque; ne porta una sola, e quella si legge esattamente come si leggono queste. Vale poi il rovescio. Ciascuna frase esiste soltanto nella forma in cui è registrata: non ne esistono versioni più brevi, più morbide o più generali, e il numero delle frasi non rende disponibile nulla che non sia scritto dentro una di esse. Chi legge un'etichetta ha davanti delle citazioni, e le citazioni si contano ma non si sommano.
Che cosa dice davvero una voce
Conviene prenderne una e tenerla ferma alle sue parole. «Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare.» Il soggetto è il magnesio: la frase parla di un nutriente e resta la stessa qualunque sia il prodotto che la riporta. Il verbo è contribuisce, e indica un concorso, non una causa unica. L'aggettivo normale delimita ciò che segue: la frase riguarda la funzione nella sua normalità e si ferma lì. E la frase finisce dove finiscono le sue parole; tutto quello che il lettore aggiunge — un grado, una velocità, una circostanza — è un'aggiunta sua, non della voce.
La stessa lettura vale per le altre quattro. Sulla seconda, «la normale funzione psicologica», la serie ha già una nota dedicata: Cosa significa «normale funzione psicologica».
Da dove viene il conteggio
Le cinque voci esistono in un registro, indipendentemente da qualsiasi prodotto. Sono state iscritte prima che una qualunque etichetta le riportasse e restano iscritte anche dove nessuna etichetta le riporta. Un'etichetta, quando le riproduce, non le genera: le cita. Per questo l'affermazione resta del nutriente e non passa al prodotto che lo contiene, e per questo la formulazione non si adatta al tono di un testo né alla lunghezza di una riga.
È l'abitudine che queste quattro note hanno costruito: leggere un'indicazione come un oggetto fisso, con un soggetto dichiarato, e verificare a che cosa è attaccata. La prima nota mostra come si legge una frase autorizzata (vitamina C); la seconda che cosa comporta una condizione d'uso scritta dentro la frase (EPA e DHA); la terza quanto poco dica un'espressione che sembra dire molto. Questa chiude il gruppo con il conteggio.